Quel maledetto terzo tempo | Raccontalo a CB

Raccontalo a CB

Quel maledetto terzo tempo | Raccontalo a CB

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21 Oct 1998:  Gianluca Pagliuca of Inter Milan in the UEFA Champions League match against Spartak Moscow at the San Siro in Milan, Italy. Inter won 2-1.  Mandatory Credit: Shaun Botterill /Allsport

21 Oct 1998: Gianluca Pagliuca of Inter Milan in the UEFA Champions League match against Spartak Moscow at the San Siro in Milan, Italy. Inter won 2-1. Mandatory Credit: Shaun Botterill /Allsport

Sono un impiegato, ho 27 anni e il mio idolo è Gianluca Pagliuca.
Sì, avete capito bene. Non i classici Ronaldo, Del Piero, Totti, Weah. Tutt’oggi, lui rimane il mio solo e unico eroe calcistico.

Ed è proprio grazie a lui che nel 1998 cominciai a giocare a calcio nella squadra di calcio del mio paese. Ovviamente in porta.
La passione non mi mancava. Il problema era il talento. Volevo in tutto e per tutto imitare Pagliuca, ma, il più delle volte tra uscite a vuoto e mani di saponetta, prendevo dei gol ridicoli.
I compagni di squadra si impegnavano come non mai, spinti dai genitori che già li vedevano in serie A. Io me ne sbattevo. Non mi interessava per forza vincere.
In tutto questo vi starete chiedendo: cosa c’entra il terzo tempo?

Aspettate, ora ci arrivo.

Trascorsero tre anni e io mi trovavo ancora in porta. Nel frattempo Pagliuca aveva lasciato l’Inter, ma l’idea di diventare un portiere come lui, ancora non l’avevo mollata.
In primavera il mister ci disse:

“Ragazzi tra due settimane in amichevole giocheremo contro l’Inter esordienti. Fate bella figura, dato ci saranno gli osservatori”

Era quello il momento di far vedere il mio talento nascosto. Feci una promessa a me stesso: mi sarei impegnato al massimo per farmi notare e per diventare in futuro il portiere dell’Inter. Proprio come il mio idolo.

Le partite solitamente duravano due tempi da 20 minuti. Ma quella partita sarebbe durata 60 minuti: tre tempi da 20! Venne il giorno e io mi stavo cagando addosso. Pronti-via ed eravamo già sotto 1-0. La partita era a senso unico. Un p0′ come mettere a confronto il Real Madrid e il Crotone. L’Inter era sempre in attacco e non riuscivamo a tenere palla per più di 10 secondi di fila. Quella però fu anche la mia fortuna: gli attaccanti dell’Inter erano sempre in attacco e grazie alle mie “prodezze” alla fine dei primi 40 minuti eravamo sotto solo per 2-0!
Il mister mi prese da parte e mi incoraggiò: “Continua così che stai parando benissimo”.

Ma venne quel maledetto terzo tempo.

I miei sogni svanirono tra una cappellata e l’altra e alla fine subii altri 8 gol. Perdemmo 10-0 e le mie speranze di fare un provino con l’Inter per diventare il nuovo Pagliuca svanì del tutto.
Persino il magazziniere, a fine partita, si congratulò con me: “Sei stato il migliore dei nostri, peccato per i 10 gol!”“Sarà per la prossima volta” – dissi tra me e me.
Ma una seconda chance non arrivò mai più, e ora, a distanza di 14 anni, mi sto ancora chiedendo: “Come sarebbe andata a finire se non fosse stato per quel maledetto terzo tempo?”

Un racconto di Lorenzo

 

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Gianluca Pagliuca – Lenda Italiana / Italian legend