Momenti trash- La favola di Steven Bradbury

Anni '90

Momenti trash- La favola di Steven Bradbury

Scritto da

Da Steven Bradbury, l’ultimo rimasto in piedi di Luca Misculin

Agli albori della sua carriera, Steven Bradbury era considerato un pattinatore promettente e talentuoso. Nel 1994, a 21 anni, aveva già ottenuto tre medaglie ai Mondiali di short track; per chi non sapesse cosa sia questa disciplina è praticamente il pattinaggio di velocità sul ghiaccio. Sempre nel 1994, durante una gara di Coppa del Mondo, ebbe un gravissimo incidente con altri pattinatori durante la gara: “Uno dei loro pattini mi trapassò il quadricipite da parte a parte. Mi dovettero mettere 111 punti, e persi quattro litri di sangue”.

Dopo mesi di riabilitazioni e cure si presentò alle Olimpiadi del 1998; andò male. Fu coinvolto in incidenti con altri pattinatori nelle batterie di qualificazione dei 500 e 1000 metri individuali e praticamente finì la sua olimpiade dopo pochi giorni.

Ma alle Olimpiadi di Salt Lake City del 2002 ebbe inizio la più grande favola sportiva o il più grande scandalo di tutti i tempi.

L’australiano arrivò in America praticamente come atleta finito, con due infortuni gravi alle spalle e un’immensità di risultati mediocri. Partecipò alla gara dei 1000 metri e vinse la propria batteria: ai quarti di finale, però, arrivò terzo. Ma il giapponese Naoya Tamura, che era arrivato sette decimi avanti a lui, fu squalificato: Bradbury fu così ripescato in semifinale.

Nella semifinale, che si disputò lo stesso giorno dei quarti, Bradbury partì malissimo (come al solito tra l’altro). Ma all’ultimo giro tra scivoloni e incidenti si qualificò alla finale come secondo.

Bradbury entrò in finale senza grandi speranze di ottenere una medaglia. In un’intervista mesi dopo la finale disse:

“Speravo soltanto di trovare un’energia inaspettata nelle mie gambe, ma ero piuttosto scettico a riguardo: ero il più vecchio di tutta la competizione. Devi correre quattro gare in due ore e ti fanno fare solo mezz’ora di pausa. Non era realistico, per me, fare quattro gare in quel lasso di tempo. Non ero più nel fiore degli anni. Non avevo più le capacità di recupero di un tempo”

LA FINALE 

speedskating-row-sochi-sl-features

Bradbury restò dietro, ultimo, non per tattica ma proprio perché non aveva il ritmo per stare con gli altri. Naturalmente venne preso in giro dall’allora Giallappa’s Band in Mai dire Story. Anche stavolta all’ultima curva dell’ultimo giro successe qualcosa che divenne incredibile: Bradbury era indietro di qualche metro rispetto ai primi… a quei pochi che non sanno la sua storia non vogliamo rovinare il finale e per chi la sa già è sempre meglio rivederla, perché lui è un pioniere dell’ignoranza e del fattore C.

Ora Steven ha 41 anni, e vinta la medaglia d’oro alle olimpiadi decise di ritirarsi da vincitore; mai scelta fu più giusta. Tornato nella sua terra natia si guadagnò la medaglia dell’Ordine del suo Paese dato che nessuno prima di lui ne vinse una nei Giochi invernali.

Dopo il suo ritiro, il pattinatore più fortunato di tutti i tempi fece tantissimi altri lavori: pilota automobilistico di Formula Vee raccattando ben due podi, commentatore tv delle Olimpiadi dall’alto della sua storia e concorrente dell’edizione australiana di “Ballando con le stelle”, tappa obbligatoria per le star in via del tramonto. Ora è una specie di Mental Coach ed oratore, aiutando anche diversi personaggi famosi.

Scritto sognando un’impresa simile da Enrico Modica

Open

info

Close