Un Kebab per la libertà | Raccontalo a CB

Raccontalo a CB

Un Kebab per la libertà | Raccontalo a CB

Scritto da

doner

Premetto, ciò di cui scriverò poco c’entra con il calcio. Ma mi concentrerò comunque su un argomento molto caro a voi di CB.

Innanzitutto mi presento: sono un comunissimo ragazzo di 20 anni, appassionato di sport in genere con particolare attenzione a motori e calcio, studente in Ingegneria, attualmente con troppi Kg sulla pancia e troppi pochi soldi nel portafoglio.

La mia vita da studente mi porta a viaggiare per circa 150km al giorno tra andata e ritorno dal Lunedì al Venerdì: sveglia alle 6, partenza alle 7:30 e rientro in casa previsto per le 19 circa, su Autobus scomodi e per nulla confortevoli. La classica vita da pendolare, in cui il massimo della soddisfazione si raggiunge nel trovare posto seduti e non doversi fare un’ora di viaggio in piedi.
Come ogni studente di Ingegneria la giornata la passo per il 50% del tempo a studiare, per il 25% ad annuire e sorridere durante le spiegazioni in cui puntualmente mi sento spaesato come un Giapponese in un duomo a Napoli e la restante parte del tempo a chiedermi per quale assurdo motivo abbia fatto una scelta di vita del genere, e per quale ancora più assurdo motivo continuo a farla, ogni giorno. Quindi tra bocciature, Autobus che appena vedono due gocce d’acqua hanno più infiltrazioni di un colapasta e un fisico da lanciatore di coriandoli le soddisfazioni non sono proprio all’ordine del giorno.
Se ci aggiungiete poi che sono Romanista, capirete subito che sono uno oramai è abituato a prenderlo in quel posto.

Come ogni pendolare, studente, lavoratore, arrivo a fine settimana con le pile scariche e cerco invano un modo per ricaricarle.

È sabato sera e dopo aver accompagnato a casa la mia ragazza mi incammino verso casa con la mia migliore amica, la compagna di mille avventure, io 20 anni lei 19: una Lancia Y del ’96, specchietti rattoppati col nastro isolante, un tergicristallo e un parasole mancante, gomme rigorosamente lisce, bozze ovunque sulla carrozzeria ed emissioni che a confronto il DieselGate è una barzelletta: un bolide d’altri tempi per dirla in breve. Mentre torno a casa con la mia fida macchina che mi sorride con la lucina rossa della riserva carburante perennemente accesa, sento che la mia serata non è ancora finita, che ho bisogno di qualcosa per ricaricarmi del tutto, e a metà strada capisco cosa: un Kebab.
Il Kebbabaro è sulla strada di casa, due minuti e arrivo. Parcheggio il mio bolide ed entro: subito un alone di aria positiva mi penetra le narici, un’atmosfera abbastanza semplice e accogliente, solo un bancone e dietro di esso con il solito sorriso stampato in faccia trovo ad accogliermi il Kebbabaro di fiducia con il classico “Ciao ragazzo” e con l’ancor più classico “Panino o Piadina?”.

crema

Mentre aspetto che la carne si scaldi scambio due parole con il ragazzo, calcio al solito, predilige la Premier e la Liga al campionato nostrano questo mi è parso di capire conoscendolo, quando gli confesso la mia fede giallorossa mi lancia uno sguardo a metà tra la presa in giro e la compassione, che sembrava dire: “Insomma anche per quest’anno lo scudetto lo vincete l’anno prossimo”.

Nel frattempo, dopo aver mestamente fatto spallucce alle prese in giro, la carne è bella che calda e li mi pone la seconda classica domanda “Che ci mettiamo?” e lì sfodero il mio tridente d’attacco, talmente potente che a confronto i tulipani rossoneri Van Basten, Gullit e Rijkaard sembrano un modesto attacco da riserve di Terza Categoria: cipolla, salsa piccante, e peperoncini sottaceto. Fiero del mio acquisto mi dirigo verso il mio bolide, mi appoggio ad un lato e, finalmente, mangio.

Un’esplosione di sapori mi avvolge: avverto subito il sapore inconfondibile carne, poi il piccante e infine il sapore forte ed inimitabile della cipolla. Mangio mentre guardo le macchine passare, all’una di notte non mangerei nient’altro se non questo Kebab; durante il giorno è buono, ma dopo la mezzanotte assume quell’alone di magia inspiegabile, più o meno quella magia che fa la differenza tra Messi e Barone, tra un buon giocatore e un Campione del Mondo. E mentre mangio mi accorgo di aver ricaricato le batterie, che in effetti l’autobus della mattina non è poi così scomodo e umidiccio, che studiare Ingegneria è sempre meglio della peste, che la spia della riserva continuamente accesa del mio bolide è solo il modo che lei ha per dirmi che mi vuole bene, che tifare Roma non è poi la cosa peggiore che mi potesse capitare e che Gervinho è solo un Cristiano Ronaldo con meno senso del gol.
Finito me ne torno a casa, felice come un bimbo che dopo migliaia di pacchetti di figurine scartati riesce finalmente a trovare quella di Carrozzieri, con un sapore celestiale tra i denti e un fiato talmente pesante da far impallidire Massimo Moratti.

moratti

La mia serata si è conclusa nel migliore dei modi ma giusto prima di arrivare a casa, decido di togliermi l’ultima soddisfazione: rallento quasi a passo d’uomo, abbasso il finestrino, metto la testa fuori e con la convinzione di chi sa quello che fa emetto un rutto di quelli pieni di soddisfazione, uno di quelli che ti escono raramente, che ti parte da più dentro, quello potente, coinciso, secco, come un tuono, uno di quelli che fai quando il pasto ti è piaciuto per davvero, un rutto di approvazione.

La mia serata ha avuto la sua degna conclusione, ora posso andare a letto con il sorriso. Buonanotte a tutti.

Da un vostro grandissimo (ovviamente per grandissimo intendo sovrappeso) fan… Simone

 

Se anche tu hai una storia da raccontarci, vuoi scrivere un articolo divertente o semplicemente vuoi sfogare i tuoi problemi neurologici su di noi manda il tuo testo/racconto/testamento olografo a info@calciatoribrutti.com e raccontalo a CB.

CALCIATORI BRUTTI | Facebook