7 idee per rendere la Coppa Italia più interessante

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7 idee per rendere la Coppa Italia più interessante

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Oggi riparte la Coppa Italia, manifestazione che negli ultimi anni ha ripreso a tratti quel fascino perso col passare del tempo.

Ci sono però ancora molte cose su cui migliorare per restituire il pieno splendore a questa competizione; abbiamo deciso perciò di trovare 7 idee in grado di poter riportare agli albori la nostra Coppa nazionale.

#1 Tutte le big a partire dal Primo Turno.

Il maggior problema di questa competizione è la mancanza di competitività. Come può una squadra di Lega Pro o Serie B pensare di arrivare in finale se già al terzo turno ha la possibilità di incontrare team di Serie A? Aldilà della favola dell’Alessandria lo scorso anno, il resto delle squadre molla subito la competizione, in quanto essa sottrae troppe energie nell’arco della stagione.
L’idea migliore sarebbe sorteggiare tutte le big a partire dal primo turno, il che renderebbe la competizione più equilibrata e avvincente. Cosenza-Milan, Latina-Juventus e Venezia-Inter al primo turno alimenterebbero le piazze dimenticate col passare degli anni e darebbero la possibilità alle squadre più blasonate di rodare turn over e dare minuti a chi scende meno in campo, rendendo la competizione più ignorante e affascinante.

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#2 Prezzi popolari fino alla finale.

Lo stadio vuoto è l’emblema principale della decadenza del calcio italiano. I continui aumenti di prezzo delle partite in contemporanea all’avvento delle pay tv ha portato le persone a smettere di andare a fare il tifo allo stadio.
Ma diciamocelo francamente, per qual motivo una persona che  lavora 8 ore durante la giornata, dovrebbe spendere 30€ per andare a vedere Fiorentina-Chievo di Coppa Italia? Fissare il prezzo dei biglietti a prezzi popolari per curve e tribune fino alla finale, sarebbe un ottimo modo per riportare tantissima gente allo stadio e potenziare il valore della Coppa Italia.

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#3 Bruno Pizzul noi ti obbediamo.

Guardare un incontro di Coppa Italia alla Rai o seguire con attenzione 3 puntate di fila de “Il Segreto” su Canale 5 per un uomo ormai ha lo stesso fascino.
Dagli errori banali dei telecronisti agli strafalcioni della regia, la partita viene seguita fino al 26esimo minuto per poi andare sulla prima categoria di Youporn che capita.
C’è bisogno quindi di porre rimedio a tutto ciò richiamando alla telecronaca narratori in grado di essere i nuovi Bruno Pizzul. Per anni le sue telecronache ci hanno accompagnato nelle partite della Nazionale e della nostra Coppa Italia. Al suo fianco, per il commento tecnico, vorremmo un ex giocatore o qualcuno in grado di far capire al telespettatore la partita dal punto di vista del giocatore.
Il Trap ha già ricoperto questo ruolo recentemente, subendo però l’umiliazione di essere mandato via perché non all’altezza di ricoprire tale posizione, come se dopo fossero arrivati chissà che narratori.

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#4 In casa gioca la squadra più debole.

Mettiamo per puro caso che una squadra di leghe minori riesca comunque ad arrivare alle fasi finali, quante chance ha di vincere la competizione se deve giocare tutte le partite rimanenti con le migliori 8 formazioni di Serie A fuori casa? Diciamocelo, le stesse di Jovetic titolare per il resto della stagione.
Questa idea non è un modo per aiutare le società più deboli a vincere la coppa, bensì un modo per evitare che le squadre più forti si qualifichino alle fasi finali in maniera totalmente scontata. Equilibrio è la parola e la soluzione per ridare appeal a una manifestazione che comprende tutte le squadre professioniste italiane, non solo le più forti.

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#5 Minimo 7 italiani in campo per squadra.

Tra giocatori che scappano in America e in Cina e giovani che vengono venduti a prezzi stratosferici alle big più ricche d’Europa, le società non riescono a porre rimedio a questa perdita di colori italiani, svuotando il nostro calcio di promettenti giocatori dei settori giovanili. Una delle soluzioni per poter rilanciare i nostri vivai è quella di investire sulla Coppa Italia, istituendo la regola di aver in campo un minimo di 7 giocatori italiani (o che militino nel settore giovanile da più di qualche anno) per ogni squadra. Chi ha dimenticato la Reggina di Puggioni-Aronica-Mesto-Modesto-Cozza-Brienza-Amoruso, merita l’ergastolo.

Foto Antonello Sammarco/Image Sport

Foto Antonello Sammarco/Image Sport

#6 Rigori in caso di pareggio.

Quante volte succede, soprattutto nei primi turni, che la partita non finisca nei tempi regolamentari. In parte le squadre hanno paura di perdere, in parte non hanno le forze necessarie per spingere fino alla fine. Se si vuol rendere più avvincente il match, bisognerebbe eliminare i due tempi supplementari e andare direttamente alla lotteria dei rigori. Questo eviterebbe ai vari Gilardino, Rolando Bianchi e Gigi Castaldo di consumare il poco fiato che gli rimane in corpo e non stramazzare, ma soprattutto di rendere meno pesanti le gare di coppa, visti i calendari sovraffollati di partite.

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#7 DirettaGol Coppa Italia.

Il problema della Coppa Italia oltre ad avere un format poco competitivo e un valore di per se troppo inferiore rispetto al campionato, è in alcuni casi la decisione di giocare le partite al pomeriggio. Chi si ricorda di Roma-Spezia alle 14:30 dello scorso anno, ha ancora gli incubi la notte. Guarda caso quella partita finì 0-0 dopo 120 minuti, con lo Spezia che riuscì a portare a casa la vittoria ai calci di rigore regalando loro un’immensa gioia, ma una noia mortale e un’indifferenza generale da parte del resto dei tifosi di tutta Italia. L’idea più semplice e chiara è quella di far giocare tutte le partite in contemporanea alla sera, divise magari su due giorni settimanali, in modo che ogni tifoso possa seguire la partita allo stadio o alla tv.
Vi immaginate un DirettaGol Coppa Italia su Rai 3 il martedì e il mercoledì sera quanto sarebbe ignorante?

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